Come ritrovare la serenità

Come ritrovare la serenità



Interpretare le emozioni che si nascondono dietro le apparenze è sempre difficile. Quando si chiede ad una persona se è felice, solitamente risponde di sì. Probabilmente intende dire che nella sua vita non va tutto male, per cui si ritiene fortunata e può definirsi “abbastanza felice”. A lato di questo discorso, sappiamo che milioni di persone nel nostro Paese soffrono di forme depressive e per queste la vita non è affatto felice. Decenni di statistiche hanno permesso di rilevare alcune bandierine rosse che possono segnalare uno stato di infelicità prima che possa sfociare in sindrome depressiva. Ecco alcuni di questi preavvisi che possono aitare, se combattuti, a ritrovare la strada della serenità.

Passare troppo tempo davanti alla TV.
Se dopo una giornata di lavoro, spesso stressante, non trovi di meglio da fare che passare ore e ore davanti al televisore, magari parte della notte, può significare che non sei soddisfatto della tua vita. Ricercatori dell’Università di Chicago hanno rilevato che, al di là del grado di istruzione e della condizione sociale, fra le persone intervistate le più serene sono quelle che guardano meno TV. Invece di distruggere il divano ogni notte davanti al video, preferiscono uscire spesso con gli amici, fare del volontariato o far parte di Associazioni.

Difficoltà nelle relazioni.
Anche questo è un altro motivo che può portare allo sconforto. Il non andare d’accordo con gli altri o non sapere trovare amici è spesso motivo per chiudersi ancor più in se stessi, il che è sintomo di insofferenza. La ricerca ha rilevato che le persone che si dedicano agli altri sono più serene. Stranamente, le persone sposate, pur con tutti i problemi che ci sono a volte nella coppia, sono più felici dei single. Le persone più impegnate con gli altri sono anche quelle che hanno voglia di sposarsi presto. Per le persone più introverse, anche i Social Network possono essere un mezzo che permette loro di uscire dal loro guscio ed apprezzare poi il contatto vero con gli altri.

Difficoltà nel controllare lo stress.
E’ fuori dubbio che l’ambiente in cui uno vive ed opera è determinante. L’essere immersi in un contesto sicuro ed affidabile genera gioia e soddisfazione; al contrario, un menage stressato conduce ad ansietà e insoddisfazione. Se è vero che un po’ di stress nelle cose da fare ci conduce a farle meglio, è anche vero che se il coinvolgimento è troppo forte questo crea tensione. Fa testo un’inchiesta condotta tra le donne nel corso di 30 anni. Gli ultimi decenni hanno visto il coinvolgimento diretto delle donne nella vita produttiva e decisionale della società, ma è anche calata sensibilmente la loro soddisfazione della vita. Sono infatti super-stressate nel dover tenere sotto controllo la famiglia e la carriera. Spesso, sopraffatte dallo stress, quando hanno un attimo libero non lo passano con i familiari o in mezzo agli altri ma… si ritirano davanti alla TV.

La ricerca ossessiva del piacere.
Se uno cerca disperatamente  la serenità nella sua vita è ovvio che non sta passando un momento felice. E non è detto che basti, ad esempio, una grossa vincita alla lotteria per portare per sempre la felicità in una persona. E’ stato provato che dei paraplegici, che avevano accettato la loro condizione, si ritenevano felici mentre una serie di fortunati vincitori dopo un po’ di tempo ritornavano alle loro precedenti frustrazioni. Non sono quindi neanche i soldi che possono portare con sicurezza la felicità. Questo la dice lunga sulla differenza fra il piacere e la gioia. Il primi è momentaneo, mentre il secondo è dato dal saper apprezzare quanto e quanti abbiamo attorno.

Insonnia.
Dopo ore e ore passate a rigirarsi nel letto, finalmente ci si addormenta ma, poco dopo, suona la sveglia! Non è certo il modo migliore di iniziare la giornata. La ricerca dell’Università di Chicago riporta che, dopo lo stress da lavoro, l’elemento che più interferisce col nostro sentirsi bene è soffrire d’insonnia. Molto probabilmente è dovuto ad un fattore chimico, perchè chi non dorme è più sensibile agli effetti del cortisolo, l’ormone dello stress. Qui, però, è d’obbligo una domanda: è la mancanza di sonno che porta all’infelicità o è vivere insoddisfatti che porta all’insonnia? Questo è materiale da psicologi; quello che più importa è preparasi durante la giornata limitando lo stress, che può colpire da vari fronti, per arrivare a sera ed essere sereni almeno quanto basta per chiudere dolcemente gli occhi una volta messa la testa sul cuscino.