Come è nata la Luna

Come è nata la Luna



La teoria dominante del momento è quella dell’impatto della Terra con un grosso corpo vagante nello spazio. Questi si sarebbe chiamato Theia (nome dato dai greci alla madre di Selene, la Luna). La sua collisione avrebbe liberato così tanta energia da vaporizzare Theia e una parte del mantello terrestre. I resti sono schizzati in orbita per poi riunirsi a formare quel satellite sterile che è la nostra Luna. La teoria dell’impatto, suggerita da George Darwin nel 1898 e reintrodotta nel 1974, sta guadagnando credibilità aiutata anche dalle simulazioni a computer che potrebbero supportare la tesi. Oggi, però, la teoria ha ottenuto un ulteriore passo verso la sua validazione. Un team della Washington University di St. Louis ha scoperto nuovi elementi, che saranno pubblicati sulla rivista Nature, che potrebbero provare quel cataclisma galattico. Questo potrebbe risolvere un mistero sul quale gli scienziati sono concentrati da più di 30 anni. La chiave per questi risultati? Lo zinco, o più specificamente, una variante di zinco pesante trovato in campioni di rocce lunari. Quello che i ricercatori anno trovato nelle rocce lunari è un fenomeno chiamato frazionamento isotopico: una sorta di ordinamento elementare per massa. Nonostante la loro somiglianza con le rocce terrestri, i basalti lunari sono a corto di sostanze volatili, elementi che evaporano facilmente. Le rocce lunari risultano estremamente povere di zinco, sodio, potassio e piombo, tutti elementi moderatamente volatili che sarebbero stati vaporizzati nel corso del cataclisma dovuto all’impatto gigante. Teorie alternative sull’origine della Luna non spiegherebbero questa particolarità. “I dati di composizione isotopica – dice il co-autore dello studio Frédéric Moynier – forniscono la prima prova fisica per supportare la tesi del grande impatto che avrebbe generato il nostro satellite, con conseguente vaporizzazione delle sostanze volatili presenti nelle rocce sparate in orbita a formare la Luna”.

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