Colpo di freno per l’economia cinese

Colpo di freno per l’economia cinese



L’economia cinese, la seconda del pianeta, stando a quanto previsto dalla Banca Mondiale non dovrebbe crescere più del 7,7%, contro il 9,3% dell’anno scorso. Ma non ci sarà un brutto atterraggio. Nel 2013 dovrebbe risalire almeno a 8,1%, stima la Banca Mondiale nel suo ultimo rapporto sulle economie asiatiche e dell’area del Pacifico pubblicata a Singapore. Questo calo è dovuto al rallentamento delle esportazioni e degli investimenti interni. Inizialmente la Banca Mondiale aveva previsto per la Cina un PIL del 8,2% per l’anno in corso. Gli ultimi interventi ministeriali per incentivare l’esportazione e gli investimenti dovrebbero a breve portare i loro effetti e manifestarsi nella crescita prevista per il prossimo anno. Il rallentamento dell’economia cinese si riflette su tutta l’area (ad eccezione del Giappone e dell’Australia) con una flessione al 7,2% del PIL medio, un punto inferiore quello dello scorso esercizio. L’economia della regione, sull’onda di quella cinese e trainata dalla domanda interna, dovrebbe essere in ripresa nel 2013 al 7,6%. Molto però dipenderà dall’andamento dell’economia europea e dal rafforzamento in atto delle misure fiscali in USA, che potrebbero compromette l’attesa crescita del PIL nell’area asiatica, avverte la Banca Mondiale. “Nessuna area di sviluppo sarà risparmiata se la situazione europea continuerà a deteriorarsi. Un ulteriore proseguimento della crisi potrebbe tagliare anche più di due punti il PIL asiatico nel 2013”, mette in guardia la Banca Mondiale. Il PIL della Cina è cresciuto solo del 7,6% nel secondo trimestre, la peggiore performance dall’inizio della crisi economica mondiale iniziata nel 2008-2009. Pechino ha già messo in atto, dalla fine dello scorso anno, una serie di misure a sostegno dell’economia, tra cui la riduzione dei tassi d’interesse nei mesi di giugno e di luglio. La Banca Centrale ha anche ridotto ripetutamente gli obblighi di riserva delle banche per consentire loro di aumentare i prestiti alle Imprese. Rimane quindi lontanissimo l’obiettivo cinese fissato a suo tempo di ritornare al 10% del PIL nel 2012 a causa della difficile congiuntura internazionale e di un importante calo della domanda europea.

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