Check-up del cuore in 30 secondi

Check-up del cuore in 30 secondi



Due dita per prevenire malattie al cuore e cervello.

Dopo i cinquant’anni la fibrillazione atriale può essere in agguato. Questa aritmia cardiaca è caratterizzata da una completa irregolarità dell’attivazione elettrica degli atri, due delle quattro camere cardiache. In questo caso le normali contrazioni atriali vengono sostituite da movimenti caotici, completamente inefficaci ai fini della propulsione del sangue. Inoltre il battito cardiaco diviene completamente irregolare. La fibrillazione atriale è la più comune fra le aritmie cardiache, con una prevalenza dello 0,5% nella popolazione adulta.
Il rischio di esserne affetti aumenta con l’età: la percentuale dei pazienti affetti sale al 5% oltre i 65 anni. Ma sono sufficienti 30 secondi al giorno e due sole dita sul polso per controllare se il cuore batte correttamente. Come? Appena svegli, mettere l’indice e il medio sul polso. Per trenta secondi cercare di percepire i segnali che il cuore trasmette. Tutte le pulsazioni dovrebbero essere uguali: se cambiano di intensità e non sono regolari o superano i cento battiti al minuto (basta moltiplicare per due i battiti contati), parlarne con il medico. La fibrillazione atriale può quintuplicare il rischio di ictus cerebrale. Questo messaggio arriva dagli esperti della Campagna di Sensibilizzazione sulla Fibrillazione Atriale StopFA, realizzata da A.L.F.A (Associazione Lotta alla Fibrillazione Atriale). Questa aritmia colpisce quasi un milione di italiani e in molti casi non viene identificata.
“Una persona su cento nel nostro Paese soffre di fibrillazione atriale, ma molti non sanno di essere malati e spesso non si conoscono i rischi per il cervello legati a questa anomalia – spiega Antonio Raviele, Direttore del Dipartimento Malattie Cardiovascolari e Presidente di A.L.F.A. – Per questo abbiamo creato uno slogan semplice e impressivo: “ascolta il tuo cuore, proteggi il tuo cervello. Insieme all’automisurazione dei battiti è fondamentale controllare regolarmente la pressione, perché almeno sette persone su dieci con fibrillazione atriale sono anche ipertese – precisa il dott. Raviele – Per questo è fondamentale che dopo i cinquant’anni venga misurata ogni mese e trattata adeguatamente se deve essere ridotta, così come è importante rilevare regolarmente il ritmo del polso, se non tutti i giorni almeno una volta la settimana”.
Uomo avvisato…