Cellule staminali per guarire gravi fratture

Cellule staminali per guarire gravi fratture



Il tessuto più frequentemente trapiantato nell’uomo è quello osseo ed in Europa vengono eseguiti più di un milione di innesti ossei ogni anno. Questo intervento comporta la rimozione di un pezzo di osso, più spesso dai fianchi, per rimediare al problema (frattura aperta con perdita ossea, deterioramento della testa femorale, preparazione di una mascella delicata per un intervento dentario, ecc.). Questa operazione, però, porta spesso gravi effetti collaterali e infezioni nel punto di presa. L’idea di utilizzare cellule staminali associate ad un sostituto osseo sintetico è vecchia di anni e la sua sperimentazione ha fatto strada, tanto che la Francia e la Germania ha dato il benestare per la fase 2. L’obiettivo è quello di trattare 30 pazienti in Francia, Germania, Spagna e Italia con fratture scomposte importanti e perdita di tessuto osseo. Questo tipo di lesioni derivano solitamente da incidenti stradali o sul luogo di lavoro, specie nel settore delle costruzioni. “Raccoglieremo le cellule staminali dal midollo osseo dall’anca del paziente e, dopo averlo messo in coltura per tre settimane, trasferiremo i milioni di cellule così prodotte con una matrice ceramica di fosfato di calcio” – dice al Figaro Pierre Layrolle, direttore di ricerca presso l’INSERM e coordinatore del progetto denominato REBORNE – “L’obiettivo è quello di dimostrare che questo metodo è perlomeno equivalente ai trattamenti standard, senza i loro svantaggi”. Prove simili sono state effettuate con successo negli Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone e Australia. “Abbiamo istituito alcune innovazioni nei processi e nella logistica per consentire di standardizzare la tecnica”, spiega Pierre Layrolle lavorando in stretta collaborazione con il centro ematologico francese. Se i risultati saranno positivi, si potrà passare alla fase 3 per provare che il nuovo trattamento è superiore a quelli esistenti. “Questa fase, però, avrà bisogno di almeno 150 pazienti trattati, per avere delle statistiche attendibili”, ha detto fiducioso il dottor Layrolle.

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