Caduti in acqua e calcificati

Caduti in acqua e calcificati



Nella Divina Commedia, Dante ha descritto lo Stige come una vasta palude mortale e mefitica che occupa il quinto cerchio dell’Inferno. Chi vuole farsene un’idea, può visitare il lago Natron nel nord della Tanzania. L’unico pesce che ci vive è l’Alcolapia alcalica, un pesce che riesce a sopportare le condizioni del lago: acqua ad una temperatura che raggiunge i 60°C e con un grado di alcalinità tra pH 9 e pH 10,5! Il lago prende il nome dal natron, un composto naturale costituito principalmente da carbonato di sodio, con mescolata un po’ di soda. Il tutto è dovuto alla gande quantità di ceneri vulcaniche accumulatesi nella Great Rift valley e trasportate dalle acque fin nel lago. Gli animali che ci cadono dentro muoiono e finiscono calcificati. Il fotografo Nick Brandt, che ha una lunga esperienza dell’Africa orientale, si è appassionato di questa realtà dopo aver visto innumerevoli uccelli calcificati sulla riva del lago. “Non ho potuto fare a meno di fotografarli,” dice. “Nessuno sa per certo come muoiano esattamente, ma sembra che uno strano riflesso delle acqua del lago li confonda, come succede per le vetrate, e così precipitano nel lago”. Ma ci sono uccelli che sfidano il pericolo, come una specie di fenicotteri che nidifica su crostoni di natron che emergono qua e là nel lago. Ovviamente, se i piccoli cadono in acqua…

Nick Brandt si è preso la briga di “mettere in posa” alcune di queste statue. Il risultato è quantomeno singolare.

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