Brutti, ma buoni e convenienti

Brutti, ma buoni e convenienti



Si stima che un terzo della produzione di frutta e di alcuni tipi di ortaggi venga buttata o non utilizzata perché “brutta”. Negli anni, grazie ai trattamenti antiparassitari ed agli incroci, ci si è abituati a vedere sugli scaffali solo prodotti “belli”, credendo che solo quelli belli siano anche buoni. Ma non è vero. La forma non toglie niente alle qualità del prodotto. Anzi, a volte i prodotti “brutti” sono più sani perché non trattati chimicamente e non cerati. Da tempo alcuni Paesi del terzo mondo chiedono che frutta e verdura rifiutata dai mercati occidentali venga immessa sui loro mercati. Ora una catena di supermercati francese ha messo in atto un programma di vendita di questi articoli, “brutti” a vedersi, per ridurre i rifiuti alimentari e proporre alla clientela dei prodotti altrettanto buoni, spesso meno inquinati e ad un prezzo inferiore. Questo consentirebbe agli agricoltori di vendere completamente la loro produzione e ai clienti di risparmiare sulla merce a parità di bontà. www.shape.com