Braccialetto avverte di attacco epilettico imminente

Braccialetto avverte di attacco epilettico imminente



Un altro braccialetto intelligente è stato immesso sul mercato. Si chiama Embrance ed è diverso dagli ultimi smartwatch: può infatti avvertire chi lo indossa di un imminente attacco epilettico. Il bracciale è stato concepito da un team di ricercatori, con a capo Rosalind Picard, presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) con la collaborazione della società Empatica. Rileva le variazioni elettriche della pelle che denotano profonde modificazioni nel cervello e utilizza dei modelli derivati da anni di dati clinici ripresi immediatamente prima di un attacco epilettico. Oltre a ciò, può registrare normali attività fisiche e la qualità del sonno. L’idea di questo braccialetto intelligente è venuta a Picard ed ai suoi colleghi studiando bambini autistici e misurando la conduttanza cutanea al polso. Picard ha notato che un ragazzo aveva avuto un picco di attività elettrica 20 minuti prima di un attacco ed è stata impressionata nel constatare che l’episodio era stato pre-avvertito al polso. L’obiettivo del bracciale Embrance è perciò quello di prevenire la morte improvvisa causata da un attacco epilettico. Le cause non sono ancora ben capite, ma ora si potrebbe ridurre la probabilità di morire dopo un attacco epilettico. “La morte non sopravviene se la persona soggetta ad un attacco è seguita da qualcuno”, dice Picard. “Se un paziente smette di respirare a causa di un attacco, una persona vicino a lui può stimolarlo ed il paziente riprende a respirare da solo”. Quando il braccialetto rileva un attacco imminente può inviare un messaggio a delle persone prestabilite le quali faranno in modo di trovarsi presso la persona che di lì a poco avrà un attacco e quindi aiutarlo eventualmente a riprendere la respirazione. Ci sono in commercio da tempo dei rilevatori di attacco, ma sono grossi ed antiestetici e le persone si vergognano a portarli. Con questo piccolo braccialetto non esiste più questo problema “estetico”, perché assomiglia ad uno dei tanti smartwatch. Katrien Jansen, medico presso l’Università Cattolica di Leuven, in Belgio, dice però che quel tipo di segnale non prevede solo attacchi epilettici ma anche altre anomalie fisiche. Il grande problema nella progettazione di questi dispositivi, infatti, è sempre quello di tararli per uno specifico uso, evitando il più possibile i falsi allarmi.  http://www.newscientist.com/article/dn26599-smartwatch-detects-skins-electricity-to-predict-seizures.html#.VHMC-4stCM8