Batteria “pennellabile” su qualsiasi superficie

Batteria “pennellabile” su qualsiasi superficie



Una squadra di ricercatori dell’Università Rice del Texas hanno scoperto un modo per ridurre i componenti di una batteria elettrica in forma liquida, che puoi anche pennellare su oggetti di uso quotidiano. In un articolo pubblicato su Scientific Report, i ricercatori hanno spiegato il funzionamento del metodo e come sia equiparabile agli effetti di una normale batteria agli ioni di litio, con la differenza che puoi spalmare le polarità su qualsiasi superficie (ceramica, bicchieri, ferro o superfici flessibili). Puoi quindi mettere sotto carica i componenti ed usarli come una normale batteria. “C’è molto interesse, ultimamente, su nuove forme di supporto dell’energia (anche le prime pile di Alessandro Volta erano cilindriche…) e questo credo sia un passo decisivo verso questo nuovo obiettivo”, ha detto Pulickel Ajayan, professore della Rice in ingegneria meccanica, scienza dei materiali e chimica. Il materiale utilizzato per preparare gli strati che formano l’anodo e il catodo varia dall’esotico al prosaico. Per fabbricare il collettore positivo, la squadra ha utilizzato nanotubi di carbonio in soluzione, mentre il collettore negativo è costituito da vernice di rame, normalmente reperibile in commercio, miscelata con etanolo. I ricercatori hanno colorato 9 piastrelle da bagno con i componenti liquidi e le hanno messo sotto carica. Hanno potuto attingere 2,4 volt costanti per 6 ore di fila. Hanno caricato e scaricato l’elettricità dalle piastrelle per una sessantina di volte, registrando un leggero calo delle prestazioni mentre la fase di ricarica è rimasta sempre costante anche se i componenti sono stati pennellati a mano e non meccanicamente. “La pittura a spruzzo è già un processo industriale, per cui sarebbe molto facile inserire questa scoperta nei processi produttivi”, ha detto l’autore Neelam Singh. Non aspettiamoci comunque di trovare a breve barattoli di vernice elettrica negli stores, perchè alcuni ingredienti utilizzati sono altamente tossici ed anche l’ambiente nel quale è avvenuta la verniciatura era saturo di argon. Ora la ricerca verte sul trovare ingredienti non tossici in modo per poter inserire la scoperta nella catena industriale. Come diceva mio nonno, alla fantasia non c’è limite.

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