Bagni di sole per assimilare vitamina D

Bagni di sole per assimilare vitamina D



C’erano un volte le colonie marine dove si inviavano i bambini perchè si svagassero dopo la scuola ma anche perchè fossero sottoposti a bagni di sole. Dalla fine del 1.800 i malati di tubercolosi (prima ancora che fossero scoperti gli antibiotici specifici) venivano incoraggiati alla elioterapia. Oggi gli scienziati sono in grado di dimostrare che l’organismo assimila una grande quantità di vitamina D quando è esposto all’azione dei raggi solari. Questo aiuterebbe i pazienti a guarire prima dalle infezioni polmonari. “I risultati della ricerca suggeriscono che la vitamina D smorza la risposta infiammatoria dell’organismo e riduce i danni ai polmoni”, ha detto il dottor Adrian Martineau, docente di infezioni respiratorie alla Queen Mary University di Londra, che ha condotto lo studio. “A volte le infiammazioni riescono a provocare dei veri e propri buchi nei polmoni. Aiutare queste cavità a guarire prima vuol dire ridurre il tempo di contagio dei pazienti e consentire ai polmoni di ripararsi in minor tempo”, ha continuato il dottor Adrian. Dato che le capacità della vitamina D non sembrano interferire con l’azione degli antibiotici, potrebbe un domani essere suggerita come integratore nella cura antibiotica per malattie come la polmonite, la sepsi e le infezioni polmonari in genere. I ricercatori hanno anche scoperto che il Mycobacterium tuberculosis (il batterio che causa la tubercolosi) viene eliminato dal catarro, sputato dal profondo dei polmoni, più rapidamente nei pazienti trattati con vitamina D: 23 giorni contro i 36 di una normale cura antibiotica. La tubercolosi, che nei Paesi ricchi viene erroneamente ritenuta un incubo del passato, si sta rivelando una malattia difficile da sconfiggere. Nel 2010 ha infettato 8,8 milioni di persone nel mondo, provocando la morte di ben 1,4 milioni di persone.

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