Avere uno scompenso è come sentirsi annegare

Avere uno scompenso è come sentirsi annegare



Un grave scompenso cardiaco può portare i polmoni a riempirsi di liquido che dà la sensazione, a chi ne è colpito, di stare per annegare, riferisce la British Heart Foundation (BHF) nella sua ultima campagna di sensibilizzazione. Un sondaggio, sempre della BHF, dice che l’80% della popolazione ignora i problemi connessi agli scompensi cardiaci. Non c’è cura per questa malattia, che può portare a stanchezza estrema e a mancanza di respiro. Alcuni esperti avanzano l’ipotesi che l’utilizzo delle cellule staminali potrebbe essere, un domani, la chiave per riparare i danni al cuore. Più di 750.000 persone in Inghilterra convivono quotidianamente con uno scompenso cardiaco, il che significa che il cuore non sta pompando sangue come dovrebbe. Spesso è conseguente ad un attacco di cuore. Mentre i pazienti con una lieve insufficienza cardiaca possono vivere una vita relativamente normale con l’aiuto di farmaci, quelli con una grave insufficienza cardiaca possono soffrire di dolore prolungato e angoscia, perché le semplici attività quotidiane, come fare la doccia o fare la spesa, richiedono loro enormi quantità di energia che li lasciano esausti. Una passata ricerca in questo campo riportava che il 28% di pazienti con insufficienza cardiaca vivono ogni giorno una lotta a causa dei danni permanenti subiti dal muscolo cardiaco. Dei 2170 intervistati, un terzo era convinto che uno scompenso cardiaco significasse che il cuore smette di funzionare; un altro terzo era certo che il cuore fosse in grado, in caso di avaria, di ripararsi da solo. Il dottor Mike Knapton, direttore medico associato alla BHF, ha detto: “Le persone con una grave insufficienza cardiaca hanno una prognosi peggiore rispetto alla maggior parte dei tumori. L’insufficienza cardiaca può avere un effetto molto significativo anche sulla mobilità. Può risultare invalidante e lasciare la gente senza fiato e bisognosa della sedia a rotelle o anche costretta a letto. La cellula del cuore umano non è in grado di autorigenerarsi, a differenza del fegato, e vogliamo capirne perché in modo da migliorare le terapie per il futuro”. Ha poi aggiunto che è possibile che una cura per l’insufficienza cardiaca possa essere raggiunta entro 10 o 15 anni.

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