Autismo in aumento

Autismo in aumento



Nel 2002 il Center for Disease Control (CDC) stimava che l’autismo colpisse circa 1 bambino su 150. Nel 2012 la stima del CDC è quasi raddoppiata, 1 ogni 88. Oggi, secondo l’ultima revisione della stima recentemente pubblicata, l’autismo colpirebbe 1 bambino su 50. Ciò significa un aumento del 300% in 11 anni. Ma i numeri riflettono un reale aumento dell’incidenza di autismo o comprendono casi precedentemente non diagnosticati? Gli autori dello studio tendono a pensare che sia la seconda ipotesi, ma altri si chiedono se l’aumento possa essere spiegato interamente dall’allargamento delle diagnosi. Non è comunque cambiato il rapporto tra ragazzi e ragazze; i maschi hanno sempre 4 volte di più la possibilità di essere colpiti dall’autismo rispetto alle femmine. In questo momento la stima ufficiale del governo americano rimane sull’1 a 88, ma altri dati suggeriscono che la reale incidenza di autismo è davvero più vicina all’1 a 50. La stima di 1 a 88 è basata sull’anagrafica scolastica e le cartelle cliniche, ma sono molti i bambini non iscritti a programmi di assistenza. Le stime di un sondaggio condotto da Autism Speaks, eseguito direttamente nelle comunità, era più vicino all’1 a 50. Uno studio analogo condotto in Corea del Sud ha registrato addirittura 1 caso su 38. I sintomi di autismo di solito possono essere identificati a partire dai 18 mesi di età. Idealmente, la diagnosi di autismo comporterebbe valutazioni comportamentali globali, che possono essere complesse e richiedere diverso tempo, ma i nuovi dati suggeriscono che le scansioni cerebrali possono essere efficaci nella diagnosi di autismo anche in bambini di appena sei mesi di vita. Inoltre, ci sono genitori di bambini con lievi sintomi che non li sottopongono a test e magari le difficoltà si fanno drammaticamente presenti durante l’età scolastica con la difficoltà di interagire fra pari e di seguire gli insegnanti. Intanto gli scienziati lottano per scoprire le cause principali dell’autismo, che molti pensano fortemente legato alla genetica. Lentamente, si stanno compiendo progressi nella diagnosi e nella prevenzione della malattia. Oltre ai nuovi studi di scansione del cervello, uno studio recente suggerisce che l’assunzione di acido folico durante la gravidanza possa effettivamente ridurre le probabilità di autismo. Le speranze sono molte e la ricerca continua.

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