Austerity: qualcosa sta cambiando?

Austerity: qualcosa sta cambiando?



Venerdì scorso, 14 settembre, i Ministri delle Finanze dell’Eurozona si sono detti disponibili a discutere sulla concessione al Portogallo di un anno in più di tempo per riportare il deficit pubblico sotto il 3% del PIL. Si tratta di una vera e propria inversione di pensiero, dopo la visione di rigore voluta da Angela Merkel con l’inizio della crisi. Secondo la Cancelliera, l’austerità rimane l’unico mezzo per risolvere il problema dell’indebitamento pubblico, ma oggi questo concetto sembra perdere terreno, pressato dagli Stati del sud Europa che vedono in questo modus operandi la strada aperta ad una recessione lunga e con poche vie d’uscita. “Se guardiamo il risanamento di bilancio indipendentemente dalla crisi economica, si rischia di sprofondare nella recessione”, ha osservato il Ministro delle Finanze belga, Steven Vanackere. Dello stesso avviso sembra essere Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale, che ha suggerito venerdì di dare tempo anche alla Grecia. “Ci sono diversi modi per effettuare le regolazioni; il tempo può essere considerato come una delle opzioni”, ha detto. Se non verrà deciso nulla entro ottobre, i responsabili dell’Eurozona potrebbero prendere in considerazione questo consiglio per non ampliare una recessione che finirà per annullare gli sforzi finora fatti dai Paesi. C’è anche chi vorrebbe allungare i tempi di rientro a tutti i Paesi europei. Domani, 18 settembre, una proposta del genere dovrebbe essere presentata ufficialmente alla relativa Commissione. Secondo gli economisti, una richiesta allargata avrebbe un diverso impatto sui mercati. Se fatta da un solo Paese, questo rischierebbe di essere punito dagli investitori. “E’ quindi preferibile alleggerire la pressione in maniera collettiva per controllare meglio il rallentamento dell’economia”, dice anche l’economista Jean Pisani-Ferry. Di contro, tuona sempre Olli Rehn, commissario per gli affari economici: “E’ fondamentale che ogni Paese prosegua nel difficile lavoro di riforme strutturali e di consolidamento fiscale”.
Speriamo che, trovata la cura, il paziente non sia già morto.

Via