Apocalisse a Vanuatu

Apocalisse a Vanuatu



E’ ancora difficile avere una chiara idea sul numero delle vittime. Domenica sono atterrati i primi aerei a Port Vila, la capitale, ma diverse ONG spiegano che non hanno modo di distribuire il cibo nelle isole più remote di questo arcipelago, tra i più poveri al mondo. Ci vorranno giorni perché si possa raggiungere tutti i villaggi colpiti da quello che il presidente di Vanuatu, Baldwin Lonsdale, ha definito “un mostro”. Sabato scorso ha lanciato un appello di aiuto internazionale. Le prime testimonianze sono allarmanti. L’uragano Pam è stato di categoria 5, il livello più alto della scala Saffir-Simpson. L’85% delle case della capitale sono state distrutte. Le ONG umanitarie sono preoccupate per la situazione nelle isole più remote, quali Erromango, Tanna, Aniwa e Futuna. Secondo Maidaborn Vivien, Direttore Esecutivo dell’UNICEF Nuova Zelanda, questa catastrofe naturale è una delle peggiori nella storia del Pacifico. Secondo l’ONU, le condizioni di salute degli isolani e l’accesso all’acqua potabile sono ora le priorità. Dopo l’urgano, la prossima emergenza saranno le malattie se non verranno ripristinati al più presto l’acqua potabile e i servizi igienici. Le ONG avvertono anche che, oltre a Vanuatu, ci sono altri arcipelaghi minori nel sud del Pacifico che hanno subito le stesse devastazioni.