Alieno o umano?

Alieno o umano?



Ognuno dice la sua su questo argomento. Che sia un alieno? Un primate sub-umano? Un feto mummificato? La storia è iniziata 10 anni fa, quando sono stati ritrovati i resti dentro un sacchetto in una città fantasma nel deserto di Atacama, in Cile. ATA, come è stato chiamato, è finito prima in una collezione privata a Barcellona ed è stato subito ritenuto una prova di vita aliena. ATA è lungo solamente una quindicina di centimetri. Lo scorso autunno, l’immunologo Garry Nolan, direttore del National Heart, Lung, and Blood Institute’s Proteomics Center for Systems Immunology di Stanford (California), ha sentito parlare di ATA e si è offerto per dare fare una lettura scientifica del reperto. Evidenti anomalie sono il numero delle costole, che sono 10 invece di 12, ed il teschio deforme rispetto a quelli umani. Per studiare il campione, Nolan ha cercato indizi nel genoma di ATA. Inizialmente si presumeva che il campione avesse decine o centinaia di migliaia di anni. Essendo il deserto di Atacama il luogo più arido del pianeta, ATA avrebbe è potuto conservarsi per eoni. Si è provato a confrontarlo col DNA delle ossa dei Denisova, parenti asiatici dei Neanderthal europei dell’età della pietra, ma sembra invece che ATA sia recentissimo, qualche decina di anni solamente. Con grande dispiacere degli appassionati di UFO, sembra quindi che ATA sia terrestre. Dopo la lettura di più di 500 milioni di genomi umani, pari a 17,7 volte la copertura del genoma, il dottor Nolan ha concluso che ATA “è umano, senza dubbio.” Inoltre, il campione di DNA mitocondriale rivela che sua madre proveniva dalla costa occidentale del Sud America: il Cile. Rimangono i dubbi su chi possa essere veramente. L’esame delle radiografie ossee fa pensare che possano appartenere ad un bambino di 7-8 anni, il che implica una rarissima forma di nanismo. Oppure un feto di 22 settimane che soffriva di una altrettanta rara forma di invecchiamento precoce, morto dentro la mamma o dopo una nascita prematura. Un altro esperto ha una diversa versione, anche se concorda che il reperto sia umano. “Questo mi sembra un feto umano gravemente disidratato e mummificato o morto dopo una nascita prematura”, dice appunto William Jungers, paleo-antropologo e anatomista al Stony Brook University Medical Center di New York. Egli osserva che gli elementi delle mani e dei piedi non sono completi ed anche le placche del cranio non sono correttamente posizionate. Non ha spiegazioni per la mancanza delle due costole. Una volta completate tutte le analisi, sarà il dottor Nolan a presentare pubblicamente i risultati. Per quanto riguarda l’autenticità non ci sono dubbi, perché i raggi X mostrano chiaramente che sono ossa reali, complete di ombre arteriose. Ma i dubbi continuano.

 

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