AIDS: c’è chi potrebbe interrompere la cura

AIDS: c’è chi potrebbe interrompere la cura



Ricercatori francesi hanno identificato 14 adulti che sono stati in grado di controllare la loro infezione HIV per anni dopo l’interruzione del trattamento con farmaci antivirali. Questo fatto suggerisce che alcuni pazienti potrebbero essere in grado di raggiungere una cosiddetta “cura funzionale”. Il rapporto arriva solo due settimane dopo l’annuncio, da parte di alcuni medici americani, che un bambino nato del Mississippi era stato apparentemente guarito dall’infezione col virus AIDS. I ricercatori, che hanno riportato i loro risultati sulla rivista PLoS, stimano che ben il 15 per cento delle persone che iniziano un trattamento precoce, e lo proseguono per almeno un anno, potrebbero essere in grado di controllare il virus senza trattamento, solamente con un leggero trattamento farmacologico quotidiano. Asier Sáez-Cirion, l’autore principale dello studio, ha detto che i pazienti francesi erano in una sorta di “attesa” invece di essere curati, perché il virus, ancora presente nel loro corpo, era a livelli molto bassi. Eppure, ha detto, riuscendo a capire perché alcune persone sembrano essere in grado di controllare il virus potrebbe indicare la strada verso una cura funzionale con la quale le persone possono vivere in modo sano senza particolari farmaci, anche se l’infezione non è stata completamente sradicata. Alcuni esperti sull’AIDS concordano. “Queste persone non sono guarite dalla malattia, ma hanno alcuni evidenti vantaggi che sarebbe bene capire”, ha detto il Dott. Myron S. Cohen della University of North Carolina. Una conseguenza di questo studio francese potrebbe essere che molte persone che oggi assumono farmaci antivirali potrebbero essere nelle condizioni di interrompere in modo sicuro. Ma i medici hanno detto che lo studio non ha fornito informazioni sufficienti per prevedere quale tipologia di pazienti potrebbero fare questo e che, perciò, i pazienti non dovrebbero decidere di smettere da soli. Precedenti studi clinici hanno infatti mostrato che, in generale, decidere unilateralmente l’interruzione dei trattamenti porta a risultati peggiori. Il dottor Max Essex, presidente della Harvard School of Public Health AIDS Initiative, ha detto che i nuovi test che misurano la carica virale sono così sensibili che “non dovrebbe essere un rischio enorme mettere le persone fuori dal trattamento per un mese” – per poi rimetterli rapidamente sotto terapia se l’HIV dovesse peggiorare. Molte persone possono essere infette da mesi o anni senza saperlo. Tra coloro che lo sanno, alcuni non vogliono iniziare subito il trattamento a causa del costo dei farmaci o dei dubbi circa gli effetti collaterali. I pazienti interessati dallo studio francese hanno invece iniziato il trattamento subito dopo l’infezione ed erano in terapia da un anno a sette anni e mezzo. Sono fuori dal trattamento dai 4 ai 10 anni. La barriera principale per una cura dell’AIDS è che, anche quando i farmaci arrivano a ridurre drasticamente i livelli di HIV nel sangue, il virus può nascondersi nei cosiddetti “serbatoi”. Il dottor Sáez-Cirion ha detto che i serbatoi virali controllati nel post-trattamento erano inferiori a quelle di una tipica persona infetta e avevano anche una minore percentuale di cellule immunitarie di lunga vita.

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