Acqua dall’aria

Acqua dall’aria



L’aria contiene acqua, è noto a tutti. Ironia della sorte, molti Paesi africani che soffrono la sete hanno un’alta percentuale di umidità nell’aria! Nell’aria troviamo quindi acqua perfettamente potabile. Ogni anno muoiono nel mondo 3,4 milioni persone a causa della mancanza d’acqua e della scarsità di igiene a causa sempre della mancanza d’acqua. Il 99% di questi decessi avviene nei Paesi poveri. Il dottor Amin Al-Habaibeh, che non è nuovo a queste idee, ha iniziato a pensare ad un modo per estrarre in modo semplice l’acqua dall’aria. L’idea gli è venuta andando nella vicina discarica a portare dei rifiuti del suo giardino. Ha visto accatastati, fra le tante cose, anche vecchi modelli di frigoriferi e computer ancora funzionanti. Nel pomeriggio, mentre beveva una limonata ghiacciata in giardino, ha notato quanta umidità si condensava sulle pareti del bicchiere. Si è quindi reso conto che i vecchi frigoriferi e le ventole dei computer potevano servire al caso. Ha parlato dell’idea ai suoi studenti presso la Nottingham Trent University e affidato un progetto di ricerca ad uno studente, Joe Wild. I primi risultati sono stati subito incoraggianti. Utilizzando una sala di prova dell’Università e simulando i parametri di umidità medi del pianeta, si è scoperto che il prototipo era in grado di drenare acqua dall’aria in quantità sufficiente per il fabbisogno di una famiglia media. L’acqua è stata testata ed è risultata perfettamente bevibile. Il tutto si ottiene spingendo l’aria dentro un frigorifero utilizzando ventole di computer e incanalandola in un tubo di rame. Praticamente è il principio di un deumidificatore solo che, invece di seccare l’ambiente, serve per raccogliere l’acqua. Il tutto può essere fatto funzionare ad energia solare. In un ambiente con umidità relativa del 70% sono presenti 31 grammi di acqua in ogni metro cubo di aria. 15 metri cubi di aria sono sufficienti a riempire la classica bottiglia da mezzo litro. Poi andrebbero aggiunti sali minerali per garantire un giusto equilibrio di nutrienti. Questo potrebbe essere un modo per recuperare attrezzature dismesse. Ora l’Università vorrebbe mettere su internet i disegni con le istruzioni affinchè persone o Organizzazioni di beneficienza presenti in Paesi in via di sviluppo possano trarne idee per l’approvvigionamento idrico familiare.

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