A proposito del digiuno

A proposito del digiuno



Il digiuno è più comunemente associato all’osservazione di pratiche religiose: è il quarto dei cinque pilastri dell’Islam; i buddisti lo considerano un mezzo per praticare l’auto-controllo; per alcuni cristiani è visto come un modo per avvicinarsi a Dio. Ma nessuno beneficio per il corpo? Se ne discute da molto tempo. Nel 1908 l’americana Linda Hazzard, con una formazione da infermiera, ha pubblicato un libro nel quale sosteneva che il digiuno era la strada per recuperare la salute, compreso il cancro. È stata arrestata dopo che un suo “paziente” è morto di fame. Ma cosa dicono gli scienziati oggi? Una nuova ondata di interesse per il digiuno suggerisce che potrebbe effettivamente aiutare le persone contro il cancro. Potrebbe anche aumentare la protezione contro il diabete, le malattie cardiache, l’asma e anche allontanare il morbo di Parkinson. “Sappiamo da modelli animali”, dice Mark Mattson presso il US National Institute on Aging, “che se iniziamo una dieta che comprenda il digiuno quando siamo a metà della nostra vita siamo in grado di ritardare l’insorgenza del morbo di Alzheimer e del Parkinson”. Vale la pena di provare? Fino a poco fa il digiuno era collegato solamente alla necessità di calare di peso. Negli animali da laboratorio, tagliata della metà il loro apporto calorico giornaliero la loro vita si è allungata del 50%”! Ma questi effetti non sembrano estendersi ai primati. Uno studio durato 23 anni sui macachi ha evidenziato che la riduzione dell’apporto calorico ha ritardato l’insorgenza delle malattie dovute all’età, ma non ha avuto impatto sulla durata della vita. Questa è una cattiva notizia per chi ha sofferto la fame per decenni nella speranza di vivere più a lungo, ma il risultato non ha scoraggiato i ricercatori. Essi sottolineano che il digiuno porta cambiamenti biochimici e fisiologici positivi che non si riscontrano nella dieta quotidiana. Alcuni addirittura sostengono che ci siamo evolutivamente adattati a restare periodicamente senza cibo. “La prova è che i nostri antenati non mangiavano tre pasti al giorno più gli spuntini”, afferma il dottor Mattson, “ed i nostri geni sono orientati ad essere in grado di far fronte a periodi di assenza di cibo”. Ma i ricercatori non sono d’accordo su durata e modalità. Nel frattempo, si trova di tutto. C’è chi si permette solo 600 calorie al giorno nei due giorni a settimana dedicati al digiuno e chi pratica questa restrizione un giorno sì e uno no. Regimi diversi hanno effetti diversi sul corpo, che possono essere anche dannosi per alcuni importanti organi. Come sempre, anche qui ci vorrà del buon senso.

Via