340 mila anni fa il primo umano

340 mila anni fa il primo umano



Albert Perry portava un segreto nel suo DNA: un cromosoma Y così distintivo da rivelare nuove informazioni circa l’origine della nostra specie. Esso mostra che l’antenato maschio comune della nostra specie è vecchio almeno il doppio di quanto si pensava. Perry, recentemente scomparso, era un afro-americano che ha vissuto in South Carolina. Qualche anno fa, uno dei suoi parenti di sesso femminile ha fornito un campione del suo DNA ad una società di analisi genealogica denominata Family Tree DNA. I genetisti possono utilizzare tali campioni per capire il modo in cui i DNA si sono collegati gli uni agli altri. Centinaia di migliaia di persone hanno fornito il loro DNA e i dati di questi test avevano dimostrato che tutti gli uomini hanno ereditato il loro cromosoma Y da un comune antenato maschile e, secondo i dati ricavati, il primo “Adamo” dovrebbe essere apparso 60-140 mila anni fa. Questo vale per tutti i DNA, a differenza di quello di Albert Perry. Il suo non era sovrapponibile a nessun altro analizzato. Michael Hammer, un genetista della University of Arizona di Tucson che aveva sentito parlare di questo cromosoma Y insolito, ha voluto eseguire altri test. Il suo team di ricerca ha rivelato qualcosa di straordinario: Perry non discende dalla genetica di “Adamo”. Infatti, il suo cromosoma Y è così distinto da creare una linea separata da tutti gli altri di almeno 340 mila anni. “E’ una scoperta sensazionale”, dice Jon Wilkins dell’Istituto Ronin di Montclair (New Jersey). “Noi genetisti abbiamo finora studiato il cromosoma Y per niente. Scoprire oggi le origini del cromosoma Y è estremamente sorprendente”. Scavando più a fondo, la squadra di Hammer ha esaminato un database africano di quasi 6.000 cromosomi Y, trovando somiglianze tra Perry e 11 campioni di uomini che vivono tutti in uno stesso villaggio del Camerun. Questo può indicare che gli antenati di Perry provengono da quell’area. Quali sono le implicazioni? Una possibilità è che il cromosoma Y di Perry sia stato ereditato da una popolazione umana arcaica ora scomparsa. Se fosse così, i fossili di uomini risalenti a 195.000 anni, i più vecchi in nostro possesso, sarebbero di esseri già incrociati con altre razze preesistenti in Africa. Ci sono anche prove a sostegno di questo. Nel 2011 dei ricercatori hanno esaminato fossili umani da un sito nigeriano chiamato Iwo Eleru. I fossili hanno mostrato una strana miscela di caratteristiche antiche e moderne, che alla luce delle ultime scoperte suggeriscono un incrocio tra uomo moderno e arcaico. “Il villaggio del Camerun con la firma genetica insolita è proprio sul confine con la Nigeria e il sito di Iwo Eleru non è molto lontano”, dice Hammer.

Via