16.000  occhi puntati contro!

16.000 occhi puntati contro!



Era questo l’apparato visivo di un predatore dell’era Cambriana (parliamo di 500 milioni di anni fa). Chi avesse paura dei ragni o di qualche altro piccolo artropodo farebbe sicuramente un infarto vedendo un Anomalocaride. Animale acquatico, lungo circa un metro, aveva un fronte terrificante ai lati del quale erano posizionati due supporti oculari con ben 16.000  occhi! La sua forma era appiattita come una grossa passera di mare. Si muoveva nell’acqua spingendosi con delle appendici che sembrano vere e proprie pagaie. Due specie di braccia tentacolate poste ai lati della bocca servivano ad introdurre il cibo. A destra e a sinistra della testa c’era, ripeto, un grosso bulbo oculare sul quale erano incastonati 8.000 occhi per ciascuno. Il supporto era mobile, per poter meglio concentrare la vista. Gli scienziati sono venuti a conoscere questi particolari da alcuni fossili datati 515 milioni di anni scoperti in Australia. Erano già stati scoperti in precedenza dei fossili di Anomacaride, ma non perfettamente conservati, per cui si pensava avessero due grossi bulbi oculari. I reperti trovati in Australia sono perfetti ed hanno consentito di risalire alla vera conformazione degli occhi. Su ogni bulbo erano incastonati migliaia di piccolissime lenti. La forma dei globi e la disposizione delle lenti dicono chiaramente che l’animale godeva di una vista perfetta. Doveva essere un terribile predatore cambriano, abile a cacciare ed a riempire la sua particolare bocca circolare. Si sono trovati molti fossili di animali più piccoli che mostrano evidenti segni di morsi circolari prodotti dalla bocca dell’Anomalocaride. Un simile apparato visivo fa pensare che questo animale marino viveva in un contesto alimentate estremamente competitivo, del tipo “… se non stai all’occhio non mangi, o ti mangiano!”.

Via  Nature